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L'anello lituano

noi balti

L’anello lituano è un libro-florilegio ovvero un libro fatto da altri libri, nel quale, in nove capitoli, si presentano i risultati di una ricognizione sul tema della conoscenza e della percezione della Lituania nella scrittura di autori italiani attraverso sei secoli circa di storia: Enea Silvio Piccolomini, Ludovico Ariosto, Carlo Cattaneo, Ponchielli e Ghislanzoni, Nicola Turchi, Giuseppe Salvatori, Alessandro Pavolini, Giovanni Papini, Giacomo Devoto, Gina Lagorio e molti altri ancora.

Errerebbe chi pensasse che in Italia fino ad epoca recente non fosse mai stato scritto nulla sulla Lituania. In realtà è possibile ripercorrere il passato più remoto e quello più prossimo di questa terra, utilizzando soltanto fonti scritte in lingua italiana. Passare in rassegna queste testimonianze è anche un modo insolito di valutare la circolazione di notizie e il loro incremento nel corso dei secoli.

Sono rapporti di progressiva conoscenza (non priva di incertezze ed errori), da una parte. Rapporti di progressiva disponibilità (se non addirittura desiderio) a farsi conoscere, dall’altra. Al di là del richiamo frequente al mito dell’origine romana dei lituani, si può ravvisare una sorta di rapporto privilegiato fra Italia e Lituania che è anch’esso, se si vuole, circolarità di amorosi sensi.

 

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